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  • Tatiana Dereani per il Mensile Medio Friuli

Il Fascino delle Risorgive e le sue Leggende


Era una bella domenica di ottobre, un sole deciso illuminava la giornata e ci invitava ad uscire, così abbiamo deciso di seguire il richiamo che giungeva dal parco delle risorgive di Codroipo. Il desiderio di riscoprire il valore di questa speciale area di quarantacinque ettari ricca di acque di risorgiva che, confluendo nel fiume Stella, uniscono l'alta pianura friulana con il mare.

Un parco creato nel 1983, per preservare l'aspetto originario della zona umida a Sud di Codroipo di grandissima importanza oltre che bellezza, dove fauna e varietà vegetali endemiche sono ben custodite donandoci un paesaggio suggestivo merito ai ponti, sentieri e spazi di relax e dove, se si è fortunati, si possono intravedere anche scoiattoli e caprioli. Parzialmente risparmiato dalle intense bonifiche del secolo scorso, dal suolo emergono acque meteoriche, depositi limosi impermeabili che caratterizzano la bassa pianura friulana. Dalle olle o fontanai emerge '' Aghe real, blancje, lusint e nere'' acque che danno corpo al più grande fiume di risorgiva, lo Stella, che diviene di fatti presto navigabile e dopo 47 km sfocia nella meravigliosa laguna di Marano fra distese di canneti. Una distesa di prati, piccoli boschi e aree acquitrinose conferisce un aspetto molto vicino al tipico paesaggio agrario friulano degli inizi del 900, quando non esistevano macchinari e la terra veniva lavorata con l'ausilio di bovini. Ai margini del parco, infatti, lungo il percorso che costeggia la roggia, si scorgono alcuni edifici, dei Mulini risalenti al XVI che testimoniano come la civiltà antica si basava sull'utilizzo della terra e dell'acqua. La pregressa e faticosa attività umana è rappresentata da alcuni mulini ancora in attività e funzionanti come il mulino di Bert, che oltre alla macinazione dei cereali, svolge una lavorazione unica in Italia effettuando l'antica battitura dello stoccafisso con maglio di legno su pietra. Inoltre si può vedere il quattrocentesco Mulino di Bosa con antica chiesetta annessa, che, come descrive lo storico don Vito Zoratti nel quarto libro storia di Codroipo '' Memorie'', è anticamente chiamato '' Molino Gnuv'' e iniziò a macinare il 10 febbraio 1524.

Una ricchezza di profumi, di piante e di rumori allietano la nostra camminata alla scoperta di un luogo che ad ogni passo svela qualcosa. Il rimando a come veniva vissuto quel territorio dopo il duro lavoro, la bellezza e la spontaneità nei momenti di riposo condivisi insieme ad altri, i racconti che si facevano seduti attorno allo '' spolert'' o '' fogolar'' e le leggende...

'' L'olio magico''

C'era una volta, nella famiglia dei Rugjir a Lestizza, un famiglio. Un giorno la padrona gli disse di andare a comperare l'olio a Flambro. Ci andò dopo cena ma, passando accanto al cimitero, vide un gruppo di Agane che cantavano e ballavano.

Una di esse lo fermò e gli disse di danzare e ballare con loro. Il famiglio rispose che non poteva perchè doveva andare a coperare l'olio per la sua padrona. L'Agana gli rispose che non doveva preoccuparsi dell'olio perchè ci avrebbero pensato loro. Il ragazzo, convinto, rimase a ballare con loro fino alle tre del mattino; si accorse che era tardi ed era ora di rientrare. Come promesso le Agane gli diedero un'ampolla piena di olio, facendolo giurare di non dire a nessuno ciò che era successo. Tornato a casa consegnò l'olio alla padrona. Passò il tempo e l'olio non finiva mai. La padrona, curiosa, chiese al ragazzo che olio fosse e come fosse possibile che non si esaurisse mai. Il famiglio le disse di non preoccuparsi e di continuare a condire senza fare domande.

Passò ancora molto tempo; la padrona continuava a chiedere spiegazioni riguardo al fatto che l'olio non si esauriva, così il ragazzo, stanco di queste continue insistenze, raccontò che cosa gli era successo quella notte. Da quel momento l'olio cominciò a scarseggiare.

Ecco cosa succede ai curiosi....

.....tratto dal libro '' Agane. Fate d'Acqua'' ( B. Bacchetti; T. Dereani) Anguana Edizioni

Le Agane sono figure mitiche femminili, naturali e selvagge dotate di un potere ancestrale, che esistono nelle tradizioni non solo della Regione Friuli VG, ma in tutta Italia e in Nord Europa. Vivono in grotte, presso i torrenti o fiumi, conoscono il linguaggio degli animali, i poteri curativi delle erbe e possono influire sul clima scatenando tempeste e sulla fertilità della terra. Ottime tessitrici filavano la lana ( qui abbiamo un altra leggenda che possiamo riscoprire presso l'Ecomuseo '' Lis Aganis'' ). Queste leggende sono frutto di tradizione orale, che continuava ad essere arricchita e partecipata di volta in volta rendendola diversa e magica perchè fantasiosa ma con autenticità del tempo. Nasce quindi l'dea e poi il progetto di Valorizzare l'autenticità del il territorio riscoprendo miti e leggende legate all'ambiente e alla cultura al fine di generare un'offerta unica e partecipata attaverso questo tema comune per tutti gli operatori che si riconoscono '' AganiSpiritual Experience ®'' descritto nel libro di cui sopra.

Il Friuli Venezia Giulia è terra di autenticità, i nostri prodotti enogastromici di prestigio negli ultimi tempi lo confermano ampiamente come viene descritto anche dalla guida turistica Lonely Planet che la incorona fra le destinazioni turistiche Top del 2016 e può crescere con grandi prospettive future merito sia dei beni artistici, archittettonici, archeologici e paesaggistici presenti, ma anche per memorie della comunità. Un invito a scoprire le ricchezze, a vivere le esperienze a conoscere le realtà locali entrando in contatto con le arti in cui queste figure, le Agane, eccellevano come prodotti artigianali, i filati, stabilendo una sinergia con ecomusei, dove il patrimonio culturale è conservato proprio dalla volontà delle genti di mantenere vivi questi tratti culturali e tradizionali attaverso la passione elemento motore di tutte le cose di cui l'arte ne è capofila.

Tatiana Dereani


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