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  • Tatiana Dereani per Mensile Medio Friuli

Le Valli del Natisone e la Musa Ispiratrice


Negli articoli precedenti si è parlato molto del re dei fiumi ''Il Tagliamento'', delle sue acque e delle proprietà utili per il benessere del corpo e dello spirito. E, parlando di spirito e spiritualità, la mia mente mi riporta in un altro luogo dalle acque straordinarie, ovvero le Valli del Natisone, zona dagli incantevoli paesaggi e dalle mille sorprese. Le Valli del Natisone collegate all'antica Forum Julii (Cividale del Friuli) e alla Valle dell'Isonzo si trovano nella parte ad est della regione immerse nel verde; le genti conservano qui delle peculiarità davvero sorprendenti. Molto radicate alle loro comunità che sono numerose e distribuite anche in luoghi un pò difficili per me da raggiungere, queste persone contribuiscono a mantener in vita tradizioni e costumi con molta passione. Tra i paesaggi incontaminati e l'aria pulita, si sente proprio che l'essere umano rispetta i tempi della natura e la protegge. Una natura e una cultura che si manifestano con doni incredibili al visitatore, tante sono le chiesette votive risalenti ai secoli XV e XVI percorribili lungo sentieri che si snodano attraverso i boschi. La spiritualità si riscopre anche nei grandi luoghi di culto come nel santuario di Castelmonte risalente al V secolo e la magnifica chiesa quattrocentesca interna alla grotta fortificata di San Giovanni d' Antro.

L'equilibrio uomo e natura nelle Valli si esprime in diversi modi; l'arte è uno di essi. Andando a scoprire un giorno questo territorio ho conosciuto un'artista che attraverso il suo talento e passione crea opere molto speciali. Le sue opere spaziano attraverso svariate tematiche. In questa parte di territorio esiste una figura mitica femminile chiamata ''Krivapeta'' che è il corrispondente delle Agane di altre zone del Friuli. La Krivapeta vive all'interno dei boschi, vicino all'acqua o nelle grotte e ha una caratteristica fisica particolare: i piedi ritorti, o a zampa di gallina, o di capra. C'è una leggenda che dice:

Sapevano filare la lana

Le krivapete erano donne che avevano i piedi rivolti all'indietro. Alcune erano brutte, altre erano belle, come tutte le altre donne, ma non erano cattive. Raccontano che sapevano filare la lana quando ancora nessuno lo sapeva fare. Lavavano le matasse di lana nel torrente e le mettevano ad asciugare di notte su un grande sasso. All'alba le nascondevano nelle loro grotte perchè nessuno le rubasse e poi di nascosto, sferruzzavano.

Testo tratto dal libro '' Agane. Fate d'acqua'' ( B. Bacchetti; T. Dereani; foto E.Turco) Anguana Edizioni

Le Krivapete realizzate da Manuela Iuretig , sono composte di con materiali naturali trovati nei boschi, lei dà forma ad essi ma, come riferisce, spesso è l'anima, la vita che è all'interno di questi elementi che le suggerisce in che cosa essi si vogliono trasformare. Mi ha raccontato di come è nata questa passione, di quando da bambina le piaceva mettersi dietro al focolare ad ascoltare la nonna che le raccontava le leggende dei 'personaggi' che fanno parte della mitologia delle Valli del Natisone, soffermandosi nella descrizione di uno in particolare, ovvero quella della Krivapeta. Per molti anni ha fantasticato su questa figura mitologica finchè un giorno nei fienili di un paesino del comune di Drenchia, a Lase, imboccando un sentiero per il bosco, la Krivapeta si è fatta vedere a suo modo. Manuela è tornata a casa e le ha dato forma. Emozionata l'osservava e la scrutava in continuazione, aveva creato una Krivapeta con le sembianze di un albero e da allora quando lei si reca all'interno dei boschi per raccogliere i materiali, nasce una nuova Krivapeta, ogni volta con un volto nuovo e una storia nuova carica di emozioni.

www.manucreazioni.com

Le tradizioni mantenute dalle comunità locali attraverso meravigliose iniziative, fanno giungere a noi la ricchezza del territorio stesso. Le Valli del Natisone conservano risorse importanti ma anche attività importanti, dal '' Centro Visite'' che ha sede nel comune di Pulfero e risponde alla richiesta di ecoturismo e turismo sostenibile permettendo di far conoscere i grandi carnivori locali e il valore della conservazione della natura, ad attività sportive, bike, trail, escursioni in grotte o escursioni con le guide turistiche/naturalistiche. Un proliferare di opportunità che ci ripropone usanze e luoghi che noi oggi, che sentiamo il richiamo perchè consapevoli di un nuovo modo di vedere il territorio, rispettiamo e riscopriamo come antichi saperi che forse dovrebbero esser maggiormente considerati e valorizzati.

Tatiana Dereani


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