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  • Tatiana Dereani per il Mensile Medio Friuli

Il silenzioso rumore dei laghi tra antiche memorie e sapienza


Una mattina di mezza estate, dall'elegante piazza di Udine da dove la sera prima abbiamo assistito a melodiosi e armonici concerti in occasione dell'evento Udine Jazz, sentiamo il richiamo verso paesaggi e luoghi toccati da fresche acque.

Da Udine, che si può pensare come il cuore geografico di questa regione, le opportunità sono diverse; ad est le Valli del Natisone, ad ovest La Val d'Arzino e a nord Carnia e Valcanale dove cascate, sorgenti, fiumi e laghi riempiono il cuore ed i sensi anche attraverso le attività ricreative/culturali che abbondano.

Tra tutte queste offerte scegliamo come destinazione il lago di Cavazzo, chiamato anche lago dei tre comuni: Cavazzo Carnico, Bordano dove ha sede la ''Casa delle farfalle'' e Trasaghis, in quanto attratti dal senso di tranquillità e dal silenzio interrotto solo dai versi di papere o fauna locale. Un'area attrezzata per camping, area pik nik, tutto curato anche lungo il sentiero dove noi ci accingiamo a fare una passeggiata.

Incantevole luogo in cui le montagne si riflettono nell'acqua e le barchette si muovono lentamente in cui noi ci possiamo rilassare accarezzati dal sole per un paio d'ore.

Ripresi asciugamani e lettini, dopo il pranzo, invece di rientrare, decidiamo di percorrere una strada diversa e ci ritroviamo alla Riserva naturale regionale lago di Cornino che ha avviato con successo il progetto di reintroduzione dell' avvoltoio '' Grifone'' e che comprende il lago Cornino.

La bellezza di questo piccolo lago è difficile da descrivere: uno specchio d'acqua dove il cielo si riflette e la natura si manifesta con un' esplosione di colori sfumati dal verde smeraldo all'azzurro del cielo. Esso nasce dal ritiro dei ghiacci avvenuto 10.000 anni fa, non possiede emissari o immissari ma il ricambio d'acqua è garantito dalla circolazione idrica sotterranea. In queste zone, dove il mistero si avverte nell'aria, vivono ancora antiche leggende ed una molto bella è quella del vicino lago a Ragogna....

L' Agana e il pescatore

Si narra che presso il laghetto vicino a San Daniele ( Ragogna) un pescatore in una notte di luna piena andò a pescare con la sua rete. Quella notte la luna aveva una luce molto forte ed era tutto illuminato come se fosse stato di giorno.

A un certo punto la rete diventò pesante e il pescatore fece molta fatica a issarla sulla barca; con sua grande sorpresa si accorse che in mezzo alla rete c'era qualcuno che si dimenava. Aprì la rete e vide una bellissima ragazza che lo pregò di lasciarla libera. Il pescatore non sapeva che cosa fare; la tentazione era di tenersi quella strana creatura ma i pianti e i lamenti misti a implorazioni di quella giovane gli fecero subito cambiare idea. Capì subito che era un' Agana e la liberò per la paura che potesse capitargli qualcosa di male. Continuò a pescare ancora per un bel pò.

A un tratto il tempo cambiò all'improvviso e grosse folate di vento rovesciarono la sua piccola barchetta in mezzo al lago. Il giovane pescatore si sentì all'improvviso trascinare sott'acqua da qualcosa. Erano le altre Agane che, con i loro lunghi capelli, avevano intrappolato i suoi piedi e lo stavano portando verso il fondo del lago.

Con grandi sforzi riuscì a liberarsi e cercò di raggiungere la riva; la fatica era tanta che non ce la faceva più. Allora sentì qualcuno che gli gridava qualcosa; era la giovane Agana che aveva liberato che gli gettava una grossa corda per tirarlo in salvo. Riuscì a raggiungere la riva e si girò per ringraziare la splendida fanciulla ma non vide più niente.

Da quella volta tornò parecchie volte alla sera in riva al lago sperando di trovare la sua salvatrice, ma invano.

Leggenda tratta dal libro '' Agane. Fate d'acqua'' di B. Bacchetti; T. Dereani; E. Turco (Anguana Edizioni)

Ragogna località magnifica dal punto di vista naturalistico ti permette di vivere una giornata di relax ospitati sulle rive di sua maestà il fiume Tagliamento ma è anche una località densa di cultura tra castelli, museo grande guerra e monumenti religiosi come la Chiesa di San Giovanni in Monte e Chiesa di San Lorenzo di Villuzza.

Il favoloso Castello (secoli VI-XVIII) sorge su uno dei tratti più panoramici e suggestivi insieme a musei importanti come Scriptorium Foroiuliense – Scuola Italiana Amanuensi- che con '' Opificium Librorum'' è un vero e proprio museo vivente tra cartai, legatori, miniaturisti e Amanuensi (come si legge sul sito) e qui il profumo di storia ti avvolge e ti affascina.

Tra pergamene e scrittura, tra leggende e antiche mura, rientrando, facciamo anche una tappa a San Daniele del Friuli, nota per eccellenze enogastromiche e artigianali, dove ha sede una delle prime biblioteche pubbliche in Italia, la prima in Friuli: La Biblioteca Guarneriana, un centro di aggregazione e diffusione della cultura e dell'informazione e qui di manoscritti e libri il patrimonio culturale è immenso.

Una fusione tra gusto, cultura, e natura in pochi chilomentri, la volontà di programmarsi con qualche giorno di anticipo ti garantisce l'accoglienza, ma la cosa più importante è quella di saper cogliere il grande valore dietro a ciò che noi quotidianamente diamo per scontato e viverlo anche con mezzi semplici, basta una bicicletta ma, l'importante è riuscirci.

Tatiana Dereani

Social Ambassador http://www.fvglivexperience.it


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